Lavorare al freddo: guida alla scelta dell'abbigliamento da lavoro invernale
Robert Baden-Powell, fondatore del movimento scout, una volta scrisse: " Non esiste cattivo tempo, solo abbigliamento cattivo ".
Il segreto del "layering": il sistema dei tre strati
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PRIMO STRATO (base) : È lo strato che gestisce l'umidità. Un buon intimo termico tecnico deve allontanare il sudore dalla pelle. Se resti bagnato, avrai freddo, indipendentemente da quanto è pesante la tua giacca. |
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SECONDO STRATO (isolamento) : Serve a trattenere il calore corporeo. Qui entrano in gioco pile tecnici o gilet imbottiti che creano un'intercapedine d'aria calda intorno al busto. |
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TERZO STRATO o Guscio (protezione) : È lo scudo contro gli elementi. Deve essere antivento e impermeabile, ma fondamentale: deve essere traspirante per permettere al vapore acqueo degli strati sottostanti di uscire. |
Vediamoli di seguito nel dettaglio.
LA BASE
SCEGLI UN TESSUTO TRASPIRANTE
Il tessuto a contatto con il corpo deve essere altamente traspirante. Deve letteralmente "pescare" il sudore dalla pelle e trasportarlo verso lo strato successivo.
- No al Cotone : è il nemico numero uno, assorbe l'umidità, diventa pesante, si raffredda e impiega ore ad asciugare.
- Sì ai Tessuti Tecnici Sintetici : Il Polipropilene è il re indiscusso. È una fibra "idrofoba" (non assorbe acqua). È leggerissimo e trasporta l'umidità all'esterno in modo fulmineo.
- Sì ai Tessuti Naturali come la Lana Merino Se preferisci le fibre naturali, la Lana Merino è l'unica scelta professionale valida. Perché è calda? Ha una capacità termica superiore ai sintetici a parità di peso. Il vantaggio: A differenza della lana tradizionale, non pizzica. Inoltre, ha proprietà antibatteriche naturali (non puzza dopo ore di lavoro) e mantiene il calore anche se leggermente umido.
VESTIBILIÀ SKIN TIGHT o SECONDA PELLE
Per funzionare, il primo strato deve essere aderente. Se c'è troppo spazio tra la pelle e il tessuto, si creano correnti d'aria che disperdono il calore e il sudore non viene drenato correttamente. Deve essere elastico per garantirti massima libertà di movimento (fondamentale in cantiere o in officina). I migliori capi tecnici per il lavoro hanno una struttura a zone con spessori differenziati: più compatti sul petto e sulla schiena per isolare, e più leggeri/traforati sotto le ascelle e sulle braccia per espellere il calore in eccesso.
IL SECONDO STRATO
Se il primo strato è la tua assicurazione contro il sudore, il secondo è il tuo vero termos. Ma attenzione: non tutti i capi caldi sono adatti al lavoro. Un maglione pesante potrebbe scaldarti, ma se ti impedisce di sollevare le braccia o ti fa sudare dopo dieci minuti, non è un buon capo tecnico.
Le opzioni vincenti per il professionista:
- Felpe e Pile tecnici: il tessuto pile professionale è progettato per essere leggero ma densamente strutturato. Le fibre sintetiche creano minuscole celle che intrappolano l'aria calda. È il compagno ideale per chi si muove molto perché è estremamente traspirante e asciuga rapidamente.
- Il Shoftshel: agisce come un vero e proprio termostato dinamico: in presenza di sbalzi termici, può essere utilizzato come ultimo strato nelle ore più miti, oppure trasformarsi in un potente strato termico intermedio da indossare sotto un guscio impermeabile quando le temperature precipitano o inizia a piovere.
- Hybrid Jackets: l'ultima frontiera dell'abbigliamento tecnico, combinano parti imbottite sul petto a inserti in tessuto elastico sui fianchi e sulle braccia. È il perfetto equilibrio tra calore e agilità.
IL GUSCIO
Se i primi due strati lavorano per gestire il tuo calore, il terzo strato ha un unico obiettivo: proteggere. Che si tratti di pioggia battente, neve o vento gelido, il guscio è la barriera protettiva finale che garantisce l'integrità di tutto il sistema di stratificazione.
Caratteristiche del giubbotto da lavoro professionale:
- Il giubbotto impermeabile deve essere certificato secondo la normativa EN 343, che ne misura la resistenza alla penetrazione dell'acqua e la traspirabilità.
- Effetto Windstopper Totale: il guscio deve annullare l'effetto del vento. Quando il vento attraversa i tessuti comuni, "ruba" lo strato d'aria calda creato dal tuo Softshell o dal tuo pile. Il terzo strato sigilla il calore all'interno.
- Membrane Traspiranti : Qui sta la magia. Un guscio tecnico ha pori microscopici che sono abbastanza piccoli da impedire alle gocce d'aria di entrare, ma abbastanza grandi da lasciare uscire il sudore.
Quando il guscio diventa "Alta Visibilità"
In molti settori, come l'edilizia stradale o la logistica esterna, il terzo strato deve anche renderti visibile. In questo caso, il guscio integra bande riflettenti e tessuti fluorescenti certificati EN ISO 20471, unendo la protezione climatica alla sicurezza attiva in cantiere.
CONCLUSIONI



